Questo sito usa cookie per fornirti un'esperienza migliore. Proseguendo la navigazione accetti l'utilizzo dei cookie da parte nostra OK

Cooperazione economica

 

Cooperazione economica

Le relazioni economico-commerciali tra l’Italia e l’Austria sono particolarmente intense. Dall’ingresso dell’Austria nell’UE (1995), l’interscambio tra i due Paesi è più che raddoppiato, superando nel 2019 il valore di 20 miliardi di euro. Dopo la crisi economica del 2009, che aveva causato un forte calo sia delle importazioni sia delle esportazioni, nel decennio successivo si è assistito nuovamente ad una rilevante crescita degli scambi commerciali italo-austriaci.

Negli ultimi anni, l’Italia ha rappresentato il secondo partner dell’Austria con riguardo alle importazioni (dopo la Germania) ed il terzo quale Paese acquirente (dopo Germania e USA). Di particolare rilievo risultano i rapporti economici dell’Austria con le Regioni del Nord Italia (Lombardia, Veneto, Trentino-Alto Adige, Friuli Venezia Giulia e Emilia Romagna).

Nel quadro del rafforzamento dei rapporti economici che, con qualche discontinuità (v. sopra), ha caratterizzato gli ultimi decenni, l’Austria ha conosciuto dapprima (dal 1999) un saldo commerciale positivo nei confronti dell’Italia, poi ridottosi gradualmente, fino al 2018, anno a partire dal quale il valore delle esportazioni italiane verso l’Austria supera stabilmente quello delle esportazioni austriache verso l’Italia. Complessivamente, fra il 2016 e il 2019, l’interscambio fra i due paesi è cresciuto di oltre il 20%, raggiungendo nel 2019 i 20, 12 miliardi di euro, con un avanzo da parte dell’Italia pari a oltre 614 milioni di euro (elaborazioni ICE Vienna sulla base di dati di Statistik Austria e di altri istituti di ricerca economica).

Al primo posto delle esportazioni italiane verso l’Austria risultano macchinari e autoveicoli, che nel 2019 hanno rappresentato quasi un terzo del totale dell’export. Resta elevata anche la domanda austriaca per i prodotti “tipici” del Made in Italy, quali l’arredamento, l’abbigliamento e le scarpe, con una quota di circa il 13%, nonché per i generi alimentari e specialità gastronomiche del Belpaese (10% sul totale delle esportazioni italiane verso il Paese). Le principali voci dell’export austriaco in Italia sono i prodotti lavorati (tessuti, carta e metalli), pari al 28% del totale nel 2019, macchinari e veicoli (22%) e prodotti chimici, inclusi i prodotti farmaceutici (14%).

In Austria si ravvisa anche una forte domanda di cultura italiana, che si riflette tra l’altro nei flussi turistici verso l’Italia. Nel 2019, l’Italia si è confermata il primo Paese di destinazione dei turisti austriaci, con una spesa stimata da Banca d’Italia di oltre 2,1 miliardi di euro. Per l’Italia, l’Austria ha rappresentato nello stesso anno il settimo Paese di provenienza dei turisti, dopo Germania, Francia, Regno Unito, Stati Uniti, Paesi Bassi (questi ultimi con una spesa complessiva minore rispetto a quella di chi proveniva dall’Austria) e Svizzera. L’Austria è anche ai primi posti se si fa il rapporto fra popolazione del Paese e numero di arrivi in Italia. Anche per ragioni di prossimità geografica, le principali destinazioni dei turisti austriaci sono le regioni del Nord Italia (in particolare Veneto, Friuli Venezia Giulia e Provincia autonoma di Bolzano).

Inoltre, in questi anni da parte italiana sono stati realizzati importanti investimenti in Austria, soprattutto nel settore delle reti energetiche e in ambito bancario (Unicredit controlla Bank Austria, il principale istituto bancario del Paese) ed assicurativo. Tale significativa presenza contribuisce a rafforzare lo spessore quantitativo e qualitativo del dialogo economico tra i due Paesi.

L’impatto sociale della pandemia di Coronavirus e delle misure di lockdown assunte in corrispondenza dell’ondata di contagi primaverile sta producendo effetti sia sui dati macroeconomici austriaci - con una contrazione del PIL nel 2020 di circa il 7%, secondo le stime più recenti - sia sull’interscambio commerciale del Paese con il resto del mondo, lì dove si attende in generale un calo delle esportazioni pari al 11,7% e una diminuzione delle importazioni pari al 13% rispetto allo scorso anno. Vi sono già segnali evidenti di come tale situazione si stia ripercuotendo sugli scambi con l’Italia: se si raffrontano i primi 6 mesi del 2020 allo stesso periodo del 2019, il calo delle esportazioni italiane in Austria supera il 16%, mentre quello delle importazioni italiane dall’Austria supera il 15%. Corrispettivamente, nei primi 6 mesi del 2020 la Cina si è proposta quale secondo fornitore dell’Austria, superando momentaneamente l’Italia. Le prospettive di ripresa economica (che preconizzano attualmente, per quanto riguarda l’Austria, una crescita del PIL pari al 5,4% ed al 5,9% in termini reali nel 2021) aprono però la possibilità che tali relazioni commerciali possano riprendere in tempi relativamente brevi ai livelli pre Covid.

(Fonte dati: Statistik Austria, Istat, Wifo)


37