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Autocertificazione

 

Autocertificazione

Cosa è l’autocertificazione?

Per "autocertificazione" si intende "la certificazione prodotta dall’interessato in sostituzione della normale certificazione" (art.2, legge 15/1968 e successive modificazioni). Rappresenta la possibilità per il cittadino di fornire le stesse notizie presenti in un registro pubblico in modo più semplice e con meno oneri. La possibilità di avvalersi dell’autocertificazione è concessa a tutti i cittadini italiani e dei Paesi dell’Unione Europea.

L’autocertificazione può essere utilizzata nei rapporti con la Pubblica Amministrazione e con i concessionari e i gestori di pubblici servizi. Con l’art. 15 della legge 12.11.2011, n. 183 si è fatto divieto alla Pubblica Amministrazione di ricevere certificazioni su fatti e situazioni già note alla Pubblica Amministrazione stessa. Con tale innovazione il ricorso all’autocertificazione non è più soltanto una facoltà ma diviene un obbligo in tutte le situazioni nelle quali il cittadino deve fornire informazioni ad un pubblico ufficio che un altro pubblico ufficio già possiede.

Non può invece essere utilizzata nei rapporti tra i privati, salvo che gli stessi non vi acconsentano, e davanti all’autorità giudiziaria nello svolgimento di funzioni giurisdizionali.


Certificati sostituiti dall’autocertificazione

Normali certificazioni:
• data e luogo di nascita;
• residenza; cittadinanza;
• godimento dei diritti politici;
• stato di celibe, coniugato o vedovo;
• stato di famiglia;
• esistenza in vita;
• nascita del figlio;
• decesso del coniuge, dell’ascendente o discendente;
• posizione agli effetti degli obblighi militari;
• iscrizione in albi o elenchi tenuti dalla Pubblica Amministrazione;
• titoli di studio acquisiti;
• qualifiche professionali;
• esami sostenuti universitari e di stato;
• titoli di specializzazione;
• titoli di abilitazione;
• titoli di formazione;
• titoli di aggiornamento;
• titoli di qualificazione tecnica;
• situazione reddituale o economica anche ai fini della concessione di benefici e vantaggi di qualsiasi tipo previsti da leggi speciali;
• assolvimento di specifici obblighi contributivi con l’indicazione dell’ammontare;
• codice fiscale o partita IVA;
• qualsiasi dato dell’anagrafe tributaria;
• stato di disoccupazione;
• qualità di pensionato e categoria di pensione;
• qualità di studente;
• qualità di casalinga;
• qualità di legale rappresentante di persone fisiche o giuridiche, di tutore, di curatore e simili;
• iscrizione presso associazioni o formazioni sociali di qualsiasi tipo;
• adempimento o meno degli obblighi militari compresi quelli di cui all’art. 77 del D.P.R. n. 237/64 come modificato dall’art. 22 della legge 958/86;
• assenza di condanne penali;
• qualità di vivenza a carico;
• tutti i dati a diretta conoscenza dell’interessato contenuti nei registri dello stato civile.


Modalità della dichiarazione sostitutiva di certificati:
La dichiarazione sostitutiva delle normali certificazioni si può fare scrivendo su carta semplice e firmando sotto la propria ed esclusiva responsabilità (non è necessario firmare davanti all’impiegato) o compilando dichiarazioni sostitutive.
Inoltre, è possibile trasmettere documenti, atti e certificati per fax, per posta o mezzo telematico e informatico alle Amministrazioni Pubbliche, allegando copia del documento di riconoscimento (Passaporto o carta d’identità) valido da cui si evinca la firma del titolare.


Atti notori:
Gli interessati possono ricorrere all’autocertificazione per tutti gli stati, fatti e qualità personali che non siano certificabili da parte di una pubblica amministrazione, mediante dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà ai sensi dell’art.47 del DPR 445/2000.
Inoltre, la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà può riguardare anche circostanze relative ad altri soggetti, di cui il dichiarante abbia diretta conoscenza, nonché la possibilità di attestare la conformità all’originale di una pubblicazione. La dichiarazione sostitutiva di atti notori può essere fatta dichiarando fatti, stati o qualità personali a diretta conoscenza dell’interessato dinanzi al funzionario competente a ricevere la documentazione, o dinanzi a un notaio, cancelliere, segretario comunale o altro funzionario incaricato dal sindaco.
Qualora si tratti di stati, fatti e qualità personali certificabili o attestabili da parte di un altro soggetto pubblico e l’amministrazione ritenga necessario controllare la veridicità delle dichiarazioni, ha a disposizione 15 giorni di tempo dalle dichiarazioni per richiedere la necessaria documentazione. Validità delle dichiarazioni sostitutive di normali certificazioni e di atti notori: le dichiarazioni sostitutive hanno la stessa validità degli atti che sostituiscono.
Normalmente i certificati hanno validità per sei mesi dalla data in cui sono stati rilasciati, salvo che norme di legge o regolamentari non dispongano una validità superiore. La validità delle certificazioni anagrafiche e quelle relative allo stato civile è prolungabile se l’interessato dichiara che i dati contenuti nel certificato non hanno subito modifiche e sottoscrive tale dichiarazione.


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